Non dormiva mai, ore contate nel buio,
angelo dell’amore,prima della nascita del sole.
Pallore lunare sul volto, membra sottili
oniriche sensazioni, carezze di soavi emozioni,
musica di notturni armoniosi.
musica di notturni armoniosi.
Si affacciò ed in bilico sull’orlo di un baratro,
sotto la luna padrona, scorse lui, occhi di fuoco.
Animale notturno, cercatore smanioso di un metallo preziosonon ancora scoperto, in un’epoca remota,
durante un tempo vergine, eroe solitario, creatura mai nata.
Con cenno veloce le mostrò il suo antro, la testa le girò,
il suono di un’arpa impregnava lo spazio,
il suo andare smarrito dal riferimento primario,
il suono di un’arpa impregnava lo spazio,
il suo andare smarrito dal riferimento primario,
ricordava l’errare di un’anima inquieta.
Porse la mano, e colui che vagava finalmente si vide,
sorrise, si aggrappò a quell’arto di sogno e salì,
la luna lo illuminò e ne riconobbe l’affinità.
Dolce fu il risveglio del giovane,
prigioniero della sua stessa essenza,
sorrise, si aggrappò a quell’arto di sogno e salì,
la luna lo illuminò e ne riconobbe l’affinità.
Dolce fu il risveglio del giovane,
prigioniero della sua stessa essenza,
sorrise alla luna padrona.
La notte si fuse con il giorno, la luna con il sole,
il mare con il cielo, la finzione con la realtà,
l’anima inquieta con l’angelo dell’amore,
ne seguirono giorni di armonica pace e notti di smisurata passione.
L’angelo prese il giovane sotto il suo mantello di luce
e lo portò nel cielo a volare,
finalmente libero il giovane scorse lontano
quel tesoro anelato, il metallo prezioso appena scoperto,
il grembo in cui non era stato ospitato,
la selvaggia savana dove cacciare,
la vicenda gloriosa nella quale morire,
allungando la mano toccò tutto questo
e finalmente
quell’inquietudine smise.
Nicoletta Stecconi
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